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Milano - Genova

Il treno attraversa la campagna che si stende tra Milano e Genova, segando in due un patchwork di appezzamenti di terreno multicolore, alcuni di un bel verde vivo, altri pallidi, altri ancora marroni di terra o gialli di erba secca.
E' un treno regionale, l'ho preso perchè potevo permettermi di perdere del tempo viaggiando ma non intendevo perdere in stazione la mezz'ora necessaria ad aspettare l'intercity successivo.
Dentro fa un caldo insopportabile, l'aria condizionata non funziona e molti finestrini, per fortuna non tutti, sono bloccati. Il sudore gocciola dai capelli e atterra tra il mio collo e il colletto della camicia, prima di farsi strada nel solco tra i dorsali, proprio in mezzo alla schiena, vertebra dopo vertebra.
Per fortuna il vagone procede a suo modo spedito, sufficientemente veloce perchè circoli quel tanto d'aria che serve a non rendere il viaggio mortale, eppure abbastanza lento da lasciarmi il tempo di osservare, fuori dal finestrino, un trattore che scava solchi in un campo giallo oro.
Immagino che stia trebbiando qualcosa, un qualche tipo di vegetale che non saprei riconoscere. Si trascina dietro un cassone con le ruote. Il cassone è a sua volta seguito da uno sbuffo di fumo (sarà polvere? oppure vapore? vai a sapere) e da un corridoio di steli rasati o piegati, fiancheggiato da due montagnette di quello che suppongo sia il raccolto, anch'esse dorate ma simili nella forma ai cumuli di neve ammucchiata ai lati delle strade dagli spazzaneve in inverno.
Chiudo gli occhi e cerco di pensare che sia davvero neve.

Plic. Plic. Plic.

Il sudore mi ricorda che è un luglio caldissimo.

Commenti

  1. ciao Poeta, passa da me, c'è un premio per te http://alechiii.blogspot.com/2010/07/giornata-da-oscar-ops-da-dardos-grace.html

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