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Visualizzazione dei post da novembre, 2022

Una volta scrivevo, poi ho iniziato a stare bene.

 Potevo partire Dario Parrinello Il palco è dritto davanti a me. Un rombo di legno laminato ricoperto da moquette dozzinale, tenuta insieme con una fila di chiodi regolare come la dentatura di un settantenne. Muddy Waters sta suonando la chitarra e cantando mentre il pubblico si dimena. Nonostante tutto sembri decisamente reale mi rendo conto che quel concerto lo sto sognando, sia perché Muddy Waters è cadavere da un pezzo, sia per le tre tizie seminude che mi si strusciano addosso. Muddy Waters. Strizzo gli occhi e le ninfette spariscono insieme al palco e a tutto il resto. Il blues rimane. Cerco di aprire gli occhi ma le palpebre sono incollate. La sveglia non ha ancora suonato, quindi siamo nel cuore della notte o quantomeno dalle parti dell'alba, ma il blues c'è ancora e sento ancora la voce di Muddy Waters, cazzo. Strizzo ancora gli occhi e riesco a collegare finalmente il suono che sento alla suoneria del cellulare. Qualcuno mi sta chiamando nel cuore della notte. Grugnis...