Mi ritrovo catapultato in una stazione ferroviaria, senza avere la più pallida idea di quali siano i punti estremi del tragitto ma con un biglietto in mano e la consapevolezza di trovarmi al primo binario e di dover raggiungere un treno che partirà da qui a poco dal binario numero trentasei. Trascino il trolley a velocità siderali, le ruotine di plastica incespicano, scivolano, sembro un autotreno posseduto dal demonio mentre percorro in controsterzo dei corridoi che man mano smettono di somigliare a quelli di una stazione e iniziano ad avere l'aspetto di quelli di un supermercato, scansando con manovre agili frotte di gente distratta che osserva gli scaffali. E imprecandogli contro. Chiedo lumi a una guardia giurata sul come arrivare al binarionumerotrentasei e il nerboruto figuro blu vestito mi indica un'uscita di sicurezza garantendomi che uscendo dalla stazione avrei percorso una scorciatoia che mi avrebbe fatto risparmiare un'infinità di tempo e grazie alla quale...
Non è mia intenzione offendere le persone. E' talento.